Ultima Opera - Psychopompus

- Testi di Camilla Trussardi (estratto)

..... Riflessioni, quelle con cui s'è inteso esordire, che sono germinate da un'indagine esplorativa dei significati dell'opera Psychopompus, l'ultima creazione pittorica di Francesco Galmarini, oltreché dal confronto con la lettura di autori di riferimento per Galmarini stesso nel percorso di formazione della sua identità pittorica: dall'antropologo Ernest Becker, al filosofo Peter Wessel Zapffe, passando per artisti del calibro di Arnold Böcklin, di Ferdinand Keller o di Caspar David Friedrich.

Offre, la raffigurazione menzionata, una visione allegoricamente pregna di rimandi mitopoietici e di suggestioni archetipiche, attraverso la narrazione della discesa nell'Ade: la figura dello psicopompo viene restituita nella sembianza del nocchiero virgiliano, cinereo nel volto, «con occhi di bragia», «a cui una larga canizie invade il mento».
E «sordido pende dagli omeri il mantello annodato»: un panneggio come scolpito, di schedoniana memoria.
«Tutte le raccoglie», le anime dei traghettati, e «batte col remo qualunque s'adagia».
Ma tra il soffrir di coloro che dal vascello o tra le correnti del fiume si disperano, consunti dalla condizione di prossimità all'eterna sofferenza, si leva la figura di una giovane donna, meblema incarnato della resa all'inevitabile.
E non già di passiva rassegnazione: accogliendo l'intenzione dell'artista di suggerire la possibilità di una consapevole riconciliazione con le leggi della natura, diverrà ora maggiormente chiara al lettore la matrice ispirativa delle riflessioni in esordio.
Si compia, allora, un passo ulteriore: l'opera si fa veicolo allegorico del tragico di Zapffe, ma osservato con la lente di Becker.
In altri termini, Galmarini non si limita a restituire all'osservatore l'immagine di un'umanità dormiente che ha rinunciato al portato della conoscenza per sottrarsi al peso dell'ineluttabilità, ma offre l'alternativa dell'amaro antidoto, ovvero la presa di coscienza dell'assurdo: l'opera d'arte mostra «con un dito preciso, la via senza uscita in cui tutti si inoltrano». .....